Diary

The Walk, un film per riscoprire i nostri sogni.

22 ottobre 2015
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Avete presente quella famosissima foto del funambolo che cammina su un filo tra le due Torri Gemelle?
Era Philippe Petit, ed era il 7 agosto 1974 (io non ero nemmeno nato!)
Le compiante Torri non erano ancora terminate al loro interno, ed un ragazzo francese sfidò il fato, l’altezza, la divina provvidenza e la sicurezza delle Torri, e regalò al cielo di New York uno spettacolo inaspettato, inimmaginabile, mai più ripetibile.
E’ questa l’incredibile storia raccontata da The Walk, film in 3D nelle sale dal 22 ottobre. Firmato da Robert Zemeckis (si “festeggia” in questi giorni il trentennale di Ritorno al Futuro, ma come non citare Cast Away, Forrest Gump, Chi ha incastrato Roger Rabbit?), è una vera avventura da vivere tutta d’un fiato.
La storia vera di Philippe Petit ha già del fiabesco: vede per la prima volta un funambolo spiando dalla tenda di un circo e quello diventa il suo sogno. Camminare su un filo sospeso per aria, ad altezze sempre maggiori, toccare le nuvole e vibrare nel vento, superare il limite. Ed è di questo che il film parla: del sogno, del limite da superare, del cuore gettato oltre l’ostacolo. Così, mentre segui gli allenamenti del piccolo Petit, poi del ragazzo che viene cacciato da casa perché pensa solo al circo e non conclude nulla, ti ritrovi pieno di emozioni, ti tornano in mente i tuoi di sogni, quelli che hai rincorso, quelli che ancora segui, quelli che hai lasciato chiusi a chiave in un cassetto, e che, magari, dopo questo film, vorresti riaprire, per tentare quella scalata e quella passeggiata, quella che sa di libertà, perchè non hai dato mano alla paura, ma al coraggio.
Pensate, Philippe Petit ha camminato all’altezza di 412 metri, su un filo, preparandosi per mesi, cercando complici per entrare nelle torri senza destare troppi sospetti, travestendosi, investendo tutta la sua forza, fisica e mentale, nel raggiungimento di un obiettivo, il suo personale sogno. Per questo vi consiglio questo film, perché non è solo spettacolare, divertente, avvincente. Vi verranno i brividi non solo per l’altitudine – con il 3D si vive veramente – ma anche per la forte emozione legata alla realizzazione del “grande sogno”. Gli americani, lo sappiamo, sono maestri in questo, è il tratto che li contraddistingue. Eppure è stato un giovane francese a sfidare i loro cieli. E lo hanno accolto come un eroe. Questo spirito di empatia e grandezza vi emozionerà. Quindi fate la vostra personale passeggiata, sulle vette dei vostri sogni, vedendo The Walk. E vi auguro di tornare a casa come capitato a me, con la forza di volare verso nuove avventure, anche quelle che sembrano più impossibili ….

Chi è Philippe Petit (nato nel 1949)
Autodidatta del funambolismo, Philippe Petit ha sei anni quando annuncia di voler diventare regista teatrale ed impara da solo l’arte dei giochi di prestigio. Studia per dieci anni pittura, scultura, scherma, stampa, falegnameria, teatro, equitazione. A diciassette si destreggia abbastanza bene da divenire presto giocoliere e funambolo autodidatta, ed è già abbastanza abile da fuggire dalla polizia col suo monociclo (nonostante questo, sarà arrestato più di cinquecento volte). A diciotto anni è già espulso da cinque scuole per aver borseggiato gli insegnanti e manipolato carte da gioco, si rifiuta di dare esami per dimostrare qualcosa e va via di casa diventando artista di strada. S’iscrivono nel suo percorso sporadiche apparizioni all’interno dell’edificio teatro e nel circo, ma sono soprattutto la strada con “quel che sta sopra”, l’aria e lo spazio tra il suolo e l’etere, a costituire il suo teatro.
Quelli che divengono i suoi speciali spettacoli dell’aria, sono progettati e realizzati come veri e propri colpi cui non segue né precede una conferenza, un manifesto, una qualsiasi sorta di pubblicità, o, ancor meno, di ricompensa. Divenuto famoso per le sue traversate clandestine sul cavo a grandi altezze, fanno parte del suo lungo curriculum la traversata che nel 1971 unisce i campanili di Notre Dame a Parigi, quella di Sydney, che nel 1973 unirà le cime dei piloni nord dell’Harbour Bridge; e ancora la traversata delle Grandi Cascate di Peterson, quella delle cascate del Niagara, il Superdome a New Orleans, le guglie della cattedrale di Laon, in Francia. Il 7 agosto 1974 compie la sua impresa più famosa: la traversata delle Torri Gemelle del World Trade Center di New York.



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4 Comments

  • Reply Giusy 22 ottobre 2015 at 7:18 pm

    Amo sognare e questo film sembra davvero una fiaba,andrò a vederlo sicuramente! Grazie del consiglio Luca,sei unico :)

  • Reply valeria 22 ottobre 2015 at 7:39 pm

    Generalmente mi piace vedere i trailer per avere un’idea di un film ma anche leggere le impressioni personali di qualcuno che te lo descrive é altrettanto bello!credo ne varrà la pena!:-)

  • Foto del profilo di Agata la poetessa
    Reply Agata la poetessa 22 ottobre 2015 at 8:31 pm

    Grazie, Luca! Mi hai trasmesso perfettamente l’emozione e sicuramente andrò a vederlo. è bello quando un film, u libro e qualsiasi altra cosa ci donano positività, forza d’animo e voglia di nuove avventure. Un bacio e felice serata.

  • Reply Giada 22 ottobre 2015 at 9:58 pm

    Carissimo Luca il post di oggi è caduto proprio a puntino. Avevo già una mezza idea di andare al cinema…ora so cosa vedere! Grazie del consiglio e della descrizione forse anche troppo perfetta!! Come hai detto tu, anch’io penso che essere sulla “cresta” dei propri sogni, desideri sia proprio ciò che ci spinge a cercare nuove avventure, che tradotto nella mia lingua significa vivere. Chissà…magari un giorno troveremo te come protagonista di un film simile ( dopo l’esperienza del tuo “volo ad alta quota” in Trentino!)…..Bacioni a tutta la “ciurma Capuano”!!!

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