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VACCINARE O NON VACCINARE?

12 novembre 2015
Vaccini

Vaccini. Obbligatori, facoltativi. Quando hai dei figli piccoli, si entra in questo labirinto. Labirinto però, perché tale lo hanno reso. Chi? L’informazione o meglio, la non informazione: selvaggia, priva di fonti certe, spesso ai limiti del terrorismo psicologico. Se non sei un medico, digitare su google “vaccini” ti può portare ad uno stato confusionale piuttosto grave. Ma andiamo per ordine. Sono previsti, obbligatoriamente, dei vaccini, in varie fasi dell’età. A questi non ci si potrebbe sottrarre, ed uso il condizionale non a caso. Non ci si potrebbe sottrarre per vari motivi: intanto, perché con il vaccino i nostri figli hanno una percentuale molto piu’ bassa di poter sviluppare quei virus, poi, perché vaccinandoli proteggiamo anche chi, per età (neonati) o problemi di salute già esistenti (per esempio al sistema immunitario) non può farlo. Sembrerebbe un ragionamento semplice e lineare. La legge ha deciso, vista la scoperta e l’utilizzo di numerosi vaccini, di renderne obbligatori alcuni per tutelare la comunità.

Qualsiasi individuo con una coscienza civile e sociale, pur informandosi in modo approfondito prima, sarebbe quindi tenuto a vaccinare i propri figli, visto che si presuppone vivano nella comunità (scuole, asili, giardinetti, palestre, piscine…). Invece no. Alcuni genitori, deliberatamente, sicuramente in buona fede e spero, dopo valutazioni approfondite, scelgono di non vaccinare i propri figli, e spesso, di sostenere questa tesi per convincerne altri a fare la stessa cosa. Ora, io non accuso questi genitori: è un loro diritto, è un nostro diritto inalienabile, essere informati in modo approfondito sul tipo di vaccino e il motivo per cui è reso obbligatorio, ma questo non può e non deve andare a scapito della comunità. I detrattori delle vaccinazioni puntano il dito sul giro di business delle case farmaceutiche, sostenendo che alcuni vaccini siano del tutto inutili se non dannosi. Ora, posto che un dubbio possa anche esserci, come, con quali strumenti, possiamo essere certi di quali vaccini siano effettivamente utili o inutili? Per quanto una persona possa studiare, leggere, informarsi, le posizioni e tesi a riguardo sono molte, e differenti.

Come ci si può districare e fare la scelta giusta? Cioè assumersi la responsabilità, non solo di mettere a rischio i nostri figli, ma quelli degli altri? Personalmente, per quanto io stesso vorrei vederci piu’ chiaro, sapermi destreggiare meglio, quella di non seguire le linee guida europee in materia e di non sottoporre i piccoli ai vaccini, la trovo una scelta pericolosa. Diverso è per quelli facoltativi (come alcuni antimeningococco), ed anche qui, anzi, soprattutto su questi, vorrei che ci fossero in rete delle fonti piu’ accessibili per compiere una scelta consapevole.
Il problema non è solo italiano, né europeo, ma internazionale. Anche negli Stati Uniti il dibattito è acceso, e sul web si trovano migliaia di argomentazioni pro e contro. Ma il fatto resta uno: nessuna delle “accuse” fatte ai vaccini (provocare autismo, asma etc) sono state provate scientificamente. Mentre è provato che se un neonato contrae il morbillo, per esempio, per una forma violenta può stare molto male ed aggravarsi, fino alla morte (è successo a Roma lo scorso febbraio). Non a caso l’OMS (Organizzazione Mondiale della sanità) ha decretato che il morbillo è ancora una malattia potenzialmente letale.
Documentandomi, ho trovato che l’efficacia di un vaccino in Europa viene attestata dall’EMA (Agenzia Europea dei Farmaci). il produttore deve provare, attraverso studi clinici sottoposti a valutazione, l’efficacia e la sicurezza del prodotto anteriormente alla sua distribuzione. Pertanto, nessun vaccino può essere messo in commercio senza avere avuto un parere positivo sulla sua efficacia e sicurezza. Certo, bisogna fidarsi, togliersi l’armatura dei diffidenti. Ma questo lo si può fare informandosi, parlando con i medici pediatri, leggendo la letteratura scientifica. Gli aspetti piu’ pericolosi infatti di questa faccenda credo siano l’ottusità, la miopia, il sostenere una tesi senza volersi aprire, confrontare. Si grida al superpotere delle case farmaceutiche, al business, magari perdendo di vista la cosa importante, la tutela della salute. Ci si concentra sui “possibili” effetti collaterali dei vaccini (alcuni ci sono, ma sui grandi numeri sono di lieve entità e passeggeri, e certo, ci saranno anche casi sfortunati e piu’ gravi, ma non credo prevedibili) perdendo di vista i danni che possono derivare dalla malattia contratta.

Spesso sento dire “ ma noi le malattie le abbiamo fatte tutte e siamo vivi e vegeti” . Certo, anche questo è vero, innegabile. Ma se ora esistono dei rimedi, una volta appurato che siano sicuri, perché non farne ricorso? Specie se vanno a tutela di tutti?
Non sono un medico, in questi anni ho davvero cercato di capirci qualcosa, ed ancora ho molte lacune, e a volte, da genitore, mi assale il dubbio amletico: vaccinare o no? Eppure credo che su un tema così socialmente rilevante non si possa far ricorso a crociate sul web, dove tutti siamo liberi di scrivere qualsiasi cosa, ma sia sempre un bene rivolgersi a degli esperti, di cui ci fidiamo.
Lo stesso vale per l’alimentazione dei nostri figli, fare scelte in una direzione o l’altra (carne o no), se non ben seguiti da chi ne sa piu’ di noi, può compromettere la salute e la crescita dei nostri figli. Allora il mio atteggiamento è questo: va bene seguire l’istinto, non assecondare tutto senza porsi delle domande e cercare delle risposte, ma facciamolo affidandoci alle informazioni da fonti attendibili, sennò rischiamo di portare avanti battaglie dimenticandoci perché le avevamo intraprese: tutelare la salute di tutti!

http://www.salute.gov.it/imgs/c_17_opuscoliposter_133_allegato.pdf



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3 Comments

  • Foto del profilo di Agata la poetessa
    Reply Agata la poetessa 12 novembre 2015 at 11:46 pm

    semplicemente ti dico che condivido pienamente il tuo pensiero. Tra l’altro, ti dono anche la mia esperienza, in quanto pur essendo già in età adulta, proprio quest’anno ho fatto la scelta di vaccinarmi contro alcune malattie che non avevo avuto da bambina. i motivi sono 2: innanzitutto perchè contrarre una malattia in età adulta può sempre portare delle complicazioni e non’è neanche da s ottovalutare il fatto che dovendo in futuro lavorare in un ambiente ospedaliero, il rischio di contrarne qualcuna è superiore. Quindi, documentandosi ma soprattutto consultando un esperto, è giusto vaccinare i bambini. Serena notte e grazie sempre per questi spazi che condividi.

  • Foto del profilo di Antonella
    Reply Antonella 13 novembre 2015 at 1:14 pm

    Ciao Luca, hai perfettamente ragione. Su questo argomento c’è molta ignoranza e molta chiusura mentale. Io stessa, da ignorante in materia, credo che la cosa migliore sia affidarsi a degli esperti che ne sanno più di noi perché si sa, a volte sul web girano notizie infondate. Oggi comunque la medicina ha fatto passi da gigante e se esiste un modo per prevenire le malattie virali non vedo perché non si debba sfruttare questa possibilità. Un bacio e a presto :)

  • Reply Giada 13 novembre 2015 at 3:44 pm

    Secondo me Luca in un mondo “normale” il dovere di informarsi andrebbe sostituito con il diritto di essere informati!!! Il vaccino è fondamentale soprattutto se parliamo di malattie gravi e pericolose. In quel caso va fatto. Ma quando si parla, ad esempio, di vaccino contro l’influenza, mi sembra un po’ esagerato. Quello lo considero opportuno solo per bambini piccoli oppure anziani, o comunque persone con problemi immunitari. Ma se si è in salute l’influenza non è rischiosa, il vaccino non serve. Ottimo post Luca, un abbraccio.

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