Diary

Francesco Guccini: Auschwitz

27 gennaio 2016
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Oggi è il  27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, e data del “Giorno della Memoria”. Per non dimenticare, ho scelto per voi il testo di una canzone di Francesco Guccini.

 

Auschwitz di Francesco Guccini

Son morto ch’ero bambino
son morto con altri cento
passato per un camino
e ora sono nel vento
Ad Auschwitz c’era la neve
il fumo saliva lento
nei campi tante persone
che ora sono nel vento
Nei campi tante persone
ma un solo grande silenzio
che strano, non ho imparato
a sorridere qui nel vento.
Io chiedo come puo` un uomo
uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni
in polvere qui nel vento.
Ancora tuona il cannone
ancora non e` contenta
di sangue la bestia umana
e ancora ci porta il vento.
Io chiedo quando sara`
che un uomo potra` imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà.



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3 Comments

  • Reply agata 27 gennaio 2016 at 8:58 pm

    grazie, Luca, per aver condiviso il testo profondo di questa canzone. Letto da te le parole toccano il cuore. Condivido pienamente il tuo pensiero. Purtroppo ancora oggi si assiste ad atti discriminatori per razza, sessualità e disabilità di una persona. Anch’io mi augruo di cuore che queste memorie possano aiutarci a ricordare, a non commettre gli stessi errori e che la vita sia per tutti maestra di vita. Ti abbraccio e ti auguro una felice serata.

  • Reply Giada 27 gennaio 2016 at 11:04 pm

    Buona serata Luca!! Hai perfettamente ragione, dovremmo ricordare gli errori del passato per non rifarli più ma le notizie che ogni giorno vediamo in tv non sono incoraggianti. È evidente che molte persone non hanno imparato la lezione. Ricordare però è giustissimo, ci mancherebbe!! Il testo della canzone, inutile dirlo, è davvero emozionante. Un abbraccio!

  • Reply CHIARA.IT 1 febbraio 2016 at 4:59 pm

    “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” (cit. Primo Levi)
    …in effetti credo che “comprendere” nel senso di cogliere con la mente il senso di una tragedia di simili proporzioni, la più grande nella storia dell’umanità, non è possibile… capire poi il perché e il come sia stato possibile tutto questo nemmeno…ma “conoscere” nel senso di avere notizie e sapere ciò che è stato lo è…e ricordare è assolutamente necessario! A questo proposito Luca ti consiglio la lettura de “I sommersi e i salvati” di Primo Levi, un lungo saggio che rappresenta una riflessione profonda e un’analisi attenta di quest’orrenda realtà vissuta dall’autore e da milioni di uomini donne e bambini.
    P.S. Se non erro una volta ci chiedesti se avevamo idee per il blog…non so se risposi all’epoca e non so se qualcun altro ha già proposto una sezione dedicata ai libri, mi piacerebbe molto…il mondo dell’editoria purtroppo negli ultimi “tempi” è stata un po’ surclassato dai nuovi metodi di lettura ma io credo che un buon libro tra le mani è tutta un’altra storia…è vero tanti sono i vantaggi però la cara vecchia libreria quella in cui guardandola c’è un po’ di te stessa a me piace…
    …sorry per la parentesi e per il commento in ritardo…troppi impegni…un bacio.

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