Lifestyle

Gluten free, curvy….parliamo come mangiamo?! E vestiamoci come ci pare!

4 febbraio 2016
Schermata 2016-02-04 alle 16.08.32

In questi ultimi giorni ho visto sui social e su qualche sito la campagna sulle nuove Barbie. La famosissima bambola, che ha fatto sognare generazioni, non si propone più con il suo fisico snello, perfetto, senza età. Si adatta ai tempi e, con una trovata di marketing geniale, dopo oltre cinquant’anni dall’uscita della prima Barbie, la Mattel ha deciso di rompere gli schemi rappresentativi della bambola più famosa al mondo. Da ora  saranno disponibili sul mercato  tre nuovi modelli, dalle silhouette più realistiche: “Petit” (minuta), “Tall” (alta) e “Curvy” (formosa) e hanno l’obiettivo di rappresentare tutte le donne. Oltre alle misure, arriveranno Barbie anche dalle diverse tonalità di pelle, dal colore differente di occhi e con capigliature diverse, raggiungendo un totale di trentatré tipi di bambole. Subito si sono registrate le reazioni, da “era ora” a “lasciateci il modello standard, abbiamo diritto di sognare”. Beh, io da piccolo ho avuto Ken e Big Jim, che tentavano invano di sedurre Barbie, e devo dire che questa idea di diversificare non mi sembra niente male!

Schermata 2016-02-04 alle 17.59.29

A parte gli scherzi, cosa è meglio? Adattarsi alla realtà, rappresentare tutte le tipologie di donne non proponendo un modello unico e spesso inarrivabile, oppure, come sostiene qualcuno, lasciare che la bambola sia tale, quindi “finta” e inimitabile? Chiaramente non voglio parlare di Barbie. E’ un pretesto per affrontare un tema che mi sta a cuore. Ed è appunto quello dei “modelli” estetici che ci vengono propinati. Premetto che io ci tengo alla forma fisica, ed è anche una necessità perché come sapete lavoro con la mia faccia, il mio fisico e la mia immagine, appunto.  Quindi non sono qui per fare una crociata contro i “belli” e chi si cura. Piuttosto mi preme riflettere su come pubblicità, prodotti, linguaggio, ci spingano sempre più verso l’ossessione di essere perfetti e di raggiungere modelli inarrivabili. Sempre in questi giorni leggevo di un’altra “polemica” : una nota casa di moda ha esposto nei suoi negozi delle magliette con la scritta “Are you gluten free?”. Intanto, punto primo. Parliamo un po’ italiano. Gluten free significa  “senza glutine” . Quindi a cosa si riferisce la scritta? A mangiare sano, a mantenere la linea, alla celiachia? Il web è stato invaso da critiche. Mischiare moda ed educazione alimentare è spesso pericoloso. Modelle filiformi che possono indossare qualsiasi capo, creano poi nei camerini di prova delle reazioni shock: a nessuno/a i capi stanno allo stesso modo! Campagne intere costruite sulla magrezza. Spesso eccessiva. E poi campagne curvy. Poi campagne hipster, emo, hippie, dark, bon ton, rock, country, dandy, street style. Basta scegliere. Ma occorre così tanto “travestirsi”? Aderire ad un modello preciso, imitare? Non sarebbe forse più bello giocare con la moda e le sue proposte? Scegliere il nostro stile, mischiare, mettere i capi che ci rappresentano e valorizzano? Io non ho figlie femmine, ma sinceramente sarei preoccupato e cercherei di “proteggerle” da questo continuo bombardamento di “come devi essere”. Ma pensandoci bene, devo proteggere anche i miei figli maschietti, perché l’imposizione di un modello non ha genere, e ricordo di un caso di un ragazzino preso di mira perché indossava i pantaloni rosa….

La moda invece dovrebbe alimentare il gioco e la creatività, darci degli spunti, permetterci di cambiare vestito per farci sentire a nostro agio. Quindi ben vengano le barbie diverse, le modelle curvy, etc etc, ma cerchiamo di guardare il tutto con un po’ di ironia e non dimenticando chi siamo.
Vi lascio con un esempio che mi ha colpito molto: “Perché i bambini non possono avere una Barbie senza capelli? Tutti, anche quelli che non hanno avuto il cancro”. Jordyn Miller ha 8 anni e ha vinto la sua battaglia contro il tumore. Quando ne aveva 5 però, senza più capelli a causa della chemioterapia, a scuola gli altri piccoli la prendevano in giro per il suo aspetto. Per questo Jordyn ha lanciato una petizione: chiede alla Mattel – casa produttrice delle Barbie – di realizzare bambole senza capelli da distribuire in tutta l’Australia. Per far capire, per sensibilizzare.  La petizione, che sta per raggiungere le 10mila firme, prende ispirazione dalla bambola “Ella“, senza capelli, che lo scorso anno Mattel distribuì ai bambini malati negli ospedali degli Stati Uniti. Ma quella fu una edizione limitata.
Ora Jordyn chiede di rompere quel ‘limite’ e infrangere le barriere della ‘diversità’. Io sto con Jordyn!

barbie



SABRINA CIFERRI_DSC0026

Io e lo Sport, un amore senza fine

Sono sempre stato un ragazzino iperattivo. Un modo “carino” insomma per dire che non stavo fermo un attimo. Tutta quell’energia vitale però, quella per cui a 11 anni fai fatica…



DSC_0095

DIECI MODI PER AFFRONTARE LA PRIMAVERA

La Primavera, finalmente, è arrivata! Il 21 marzo è una giornata speciale, si respira nell’aria quella sensazione di week end, festa, imminente vacanza. Era lunedì e sembrava sabato! Poi qui…

You Might Also Like

4 Comments

  • Reply Petra 4 febbraio 2016 at 9:49 pm

    Questo argomento è molto interessante. Fino a 5 anni fa ero magra anzi magrissima e anche giovane quindi non mi preoccupavo mai del peso,anzi mi rimaneva difficile a capire le mie amiche che si preoccupavano della linea,io li vedevo in forma. Gli anni sono passati sono arrivata alla soglia dei 30 anni e ho iniziato a vedere cambiamenti nel mio fisico,iniziai a prendere peso,1,2 poi 5 kg. Io non mi facevo molti problemi anzi in un certo senso mi vedevo meglio perché prima ero davvero molto magra ma per le persone che mi conoscevano prima ero “ingrassata tantissimo”….sentirmelo dire un giorno sì un giorno si iniziai a non accettarmi più e andare in depressione. Nel 2013 ho seguito una dieta molto squilibrata e ho perso i kg che avevo preso, fisicamente ero tornata come prima ma mi ero tolta il piacere di mangiare,niente zuccheri,0 serotonina è così sono tornata a mangiare le cose che mi piacevano e ho fatto presto a riprendere quello che avevo perso quindi sono ritornati i commenti del tipo “sei ingrassata in altra volta” o “stavi meglio prima”. E sai cosa? Non me ne importa più nulla di quello che pensa la gente… Provo a non esagerare con il cibo e se esagero mi faccio 2,3 giorni di verdura,cammino molto e mi tengo sempre in movimento sono sana quindi questa è la cosa più importante x me poi per quelli che non riescono a vedermi “diversa” di come ero 5 anni fa che se ne facciano una ragione,io sono questa è ho imparato ad accettarmi per come sono.Nella vita sono cose molto più importanti del aspetto fisico. È vero che una bella presenza aiuta nella società in qui viviamo ma non è essenziale,dipende dal tipo di vita e il lavoro che uno fa. Poi sul fatto del “gluten free” posso solo dire che non auguro a nessuno di dover seguire la dieta di un celiaco perché per un celiaco non è una scelta di mangiare senza glutine ma è esenziale. Ti avrò annoiato con la mia storia ma sentivo davvero bisogno di sfogarmi. Ognuno è diverso nel modo di essere e per quello il mondo è vero perché è vario…immagina se eravamo tutte della barbie. Quindi sono molto pro per questa iniziativa delle curvy dolls. Ciao Luca, ti auguro un mondo di bene e ti seguo sempre !

  • Reply Agata 4 febbraio 2016 at 9:57 pm

    Ciao Luca! Sì, anch’io da bambina ho avuto Barbie ma ti diròla sua magrezza mi ha sempre lasciata indifferente. è vero, io curo tantissimo il mio spirito ed il mio corpo ma lo faccio perchè voglio bene a me stessa e se ci si vuol bene, si può volerne anche agli altri. Faccio molt attività fisica, ho l’appuntamento settimanale ed un altro mensile presso 2 estetiste e soprattutto io ed angelo abbiamo adottato un’ali mentazione sana. Ma non cerco modelli da imitare, sono me stessa, e sono d’accordo con te, è bello giocare con la moda e cercare il nostro stile. Certo, lo ammetto mi piace leggere le riviste, se qualche volta capita che qualche look si rispecchi nel mio essere è una fatalità e non un’imitazione. Sono d’accordissimo per questa divulgazione per le Barbie di diversi tipi e mi auguro come te che riprendano anche a diffondere questa Barbie perchè sensibilizzare i bimbi è importantissimo. Io conosco un sacco di bambine che già all’età di 8 anni si truccano e vogliono portae abiti di un certo tipo ma qui dipende dai genitori, molte mie amiche e cugine mi rispondono cche non riescono a non sodisfare i desideri delle loro figlie e finiscono con il cedere a tutti i loro capricci di crescita prematura, e cos’ facendo bruciano le tappe. Oognuno è bello nella sua unicità. Solo se saremo sempre noi stessi, potremo essere felici ed avere un equilibrio. Sai quante volte mi hanno chieso o imposto di essere come qualcun’altra ma io ho sempre rifiutato categoricamente.Non mi importano le critiche distruttici. Scusa, ma desidero concludere con una mia testimonianza. Tu sai che purtroppo molta gente ha dei pregiudizi sulla gente, anche sui disabili. Certamente se una persona n onvedente va in giro come una stracciona, mon sa mangiare a tavola ed utilizza il turpiloquio, danneggia l’immagine dic oloro che lottano per integrarsi in società. Ebbene, io in questi giorni ho messo alla porta una persona nonvedente che mi ha detto che a lei non interessa andare inggiro in buone condizioni e saper stare a tavola perchè vuole essere accettata così com’è. Poi mi ha attaccata dicendo che il mio modo difare j ossia essere ben curata, saper parlare ed essere estroversa penalizza e emtte in imbarazzo coloro che economicamnete non possono permettersi determinate cose e nello stesso tempo coloro che non hanno voglia ed interesse a queste cose e farei bene a starmne in un angolo a fare da tappezzeria. Come si suol dire… Ho chiuso i battenti ed ognuno per la sua strada. On abbraccio, buona serata e a presto il piacere di rileggerti.

  • Reply CHIARA.IT 4 febbraio 2016 at 10:58 pm

    “La bellezza è la verità, la verità è la bellezza”…così scriveva nei suoi versi John Keats…(e poi c’è chi dice che la poesia inglese non è un granché ma come si fa a dire certe cose?!)
    …comunque questo per dire che basterebbe essere se stessi senza limiti, vincoli o imitazioni per essere “belli”…la bellezza sta nella sincerità dell’essere semplicemente se stessi.
    L’ideale estetico è frutto di costruzioni socioculturali, in quanto è modellato e plasmato dalla società e dalla cultura del momento e, come tale, è soggetto a mutare in relazione al mutare delle mode, dei costumi e delle consuetudini ma questo è l’ideale estetico, noi stessi siamo semplicemente noi stessi…non facciamoci plasmare…quando un giorno saremo tutti uguali saremo costretti ad inventare qualcosa per non morire di noia!
    …anch’io sono con Jordyn e con te Luca che per quel che può contare la mia opinione credo che tu possa lavorare e fare grandi cose anche senza la tua bella faccia…ne hai di cose da dire 😉
    P.S. ho riso mezz’ora sulla cosa di Ken e Big Jim…in effetti non ci avevo mai pensato all’altra faccia della medaglia… ‘poracci! (si scrive così in romano?? :-D)

  • Reply Giada 4 febbraio 2016 at 11:25 pm

    Caro Luca, di costituzione sono sempre stata magra fin da bambina e molte volte mi è capitato di sentire “beata te” oppure “sei fortunata”!! Inoltre sono anche molto alta e qui altre frasi del genere….Quando mi incontrano la mia altezza è spesso l’unica cosa che vedono in me…quante volte avrei voluto essere più bassa! :)) Comunque se continueremo a seguire questi modelli per cercare di essere “come bisogna essere” diventeremo come prodotti di una catena di produzione. Basta vedere le modelle sulle passerelle…sono impressionanti!! Molte ragazze si fanno delle malattie proprio per assomigliare il più possibile a loro ma proprio non capisco come si possa desiderare una cosa del genere!!! Secondo me la ricetta migliore è mangiare sano, sport e qualche dolcetto ogni tanto (non saprei vivere senza)!! E poi, diciamola tutta, avere il proprio stile, il proprio gusto nel vestire è splendido!! Baci Luca :))

  • Rispondi a Petra Cancel Reply