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marzo 2016

    Diary

    Pasqua, sorprese, casatiello e pastiera. Che bontà!

    27 marzo 2016
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    Ma come, Natale mi sembrava ieri, ed è già Pasqua? Stavo impacchettando i regali, e mi ritrovo tra le mani uova di cioccolato? Ebbene si. La Pasqua che porta con sé primavera, risveglio, rinascita, che si sia cattolici o no. Cosa vorreste trovare nel vostro uovo? Io vorrei trovarci un viaggio nel tempo, per esempio. Una macchina come quella di Ritorno al Futuro, per fare qualche viaggetto nel passato e un salto nel 3000. Mi piace pensare alle sorprese come qualcosa di magico. Anche perché, signori miei, vogliamo parlare dell’assurdità degli oggetti che si trovavano nelle uova, specie anni fa? Ora ci sono le uova a tema, cartoon, grandi firme, bimbo e bimba…che a dire il vero levano quell’aspettativa, quel momento di suspense prima del cazzotto per rompere l’uovo a metà. Quella che se ti andava bene non era l’anellino di plastica rosa, ma un bel fischietto. Mollette per capelli, improbabili pulcini sintetici spennacchiati, macchinine che alla prima gara perdevano le ruote, portachiavi dalle forme indecifrabili. Ora ci si può sbizzarrire in uova di cioccolato bianco, al latte, fondente al 50, 70, 90 per cento. Ai cereali, biologico, senza lattosio. A quello equosolidale, artigianale, fatto a mano. I più fantasiosi possono ordinarli mettendo dentro un regalo prezioso, una proposta di matrimonio, un viaggio. Pasqua vuol dire festa, famiglia, tradizioni culinarie. Dopo la preghiera, per i credenti (me compreso), si festeggia, manco a dirlo, mangiando!

    Sulla nostra tavola non può mancare la Pastiera, un dolce dal profumo inconfondibile, che evoca la sua antica leggenda. Secondo la tradiozione il dolce nasce quando sulla spiaggia le mogli dei pescatori lasciarono nella notte delle ceste con ricotta, frutta candita, grano e uova, e fiori d’arancio come offerte per il “Mare”, affinché questo lasciasse tornare i loro mariti sani e salvi a terra. Si narra che al mattino, ritornate in spiaggia per accogliere i loro consorti notarono che durante la notte i flutti avevano mischiato gli ingredienti formando nelle ceste una torta: la Pastiera. Sicuramente questo dolce, con il suo gusto classico poco zuccherino e rinfrescato dai fiori d’arancio, accompagnava le antiche feste pagane per celebrare il ritorno della Primavera: la ricotta addolcita è la trasfigurazione delle offerte votive di latte e miele tipiche anche delle prime cerimonie cristiane. a cui si aggiungono il grano, augurio di ricchezza e fecondità e le uova, simbolo di vita nascente. Il dolce è poi diventato famoso in tutta Italia, ed oggi anche all’estero. Per me gustare la pastiera è come tornare bambino, al solo profumo non resisto. Se passiamo al salato non può certo mancare il Casatiello: il termine deriva da “caso”, che in dialetto napoletano vuol dire formaggio, in questo caso pecorino. Sembra che la forma a ciambella non sia casuale: la corona di spine di Gesù Cristo. E’ così che, mangiandola, ci si ricorda, senza averne consapevolezza, ma a livello profondo, del calvario del Salvatore, e si “spezza” la sofferenza “rompendo”, col mangiarla, la terribile corona di spine. La cultura e tradizione napoletane sono piene di leggende e significati, e io amo chiedere ai “vecchi” di famiglia di raccontarmi queste cose. Poi vogliamo parlare della Pasquetta? Vai di grigliata! Siete vegetariani? Si grigliano verdure e tofu! Un buon bicchiere di vino, e passano velocemente anche questi giorni di festa!

    La cosa che mi terrorizza di più? Il senso di colpa. Quello che ci viene quando stiamo azzannando ultima fetta di colomba, magari dopo averci messo della crema. Oppure all’ennesimo pezzo di casatiello fuori pasto. Ma poi si sa: questa volta la dieta può iniziare di martedì! Buona Pasqua a tutti!

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