Diary

Apparire ed Essere

21 marzo 2016
moda-la-diversita-che-non-ce-1050x550

Come è difficile essere genitori in un mondo tutto rivolto alle apparenze.

Osceno. Così pare sia stato definito uno spot in cui alcune donne morbide, normali, in salute, pubblicizzano una linea di vestiario per donne curvy, cioè “diversamente magre”. Il motivo della censura è che le immagini trasmesse comunicano un livello di «nudità simile a quello che si vedrebbe in una pubblicità di detergenti intimi». Due network televisivi statunitensi, la Abc e la Nbc, hanno deciso di non trasmettere uno spot della Lane Bryant, azienda specializzata in abbigliamento per donne abbondanti. Mi sono incuriosito e sono andato a guardare le immagini video “incriminate”. Bene: non ci posso credere. In questo spot non appare nulla di volgare, fastidioso, anzi, c’è persino una madre che allatta un bambino. All’azienda è stato chiesto di cambiare alcune cose dello spot e giustamente hanno risposto picche, dicendo che diffonderanno lo spot per altri canali. Hanno fatto bene. Benissimo. Personalmente credo che di spot come questi ne avremmo invece bisogno. Sui vari articoli che ho letto ci si chiede se le modelle fossero state magrissime e scolpite la reazione dei due network sarebbero state le stesse. Temo di no. Allora mi chiedo: chi decide quale debba essere il modello estetico dominante? Avevo già espresso qui sul mio blog il mio approccio al mondo “fashion”, ma ora sento la necessità di ribadire un concetto più ampio. Il mercato, lo sappiamo, è diviso in “target”: noi siamo consumatori e numeri, serviamo al sistema business in quanto tali, non in quanto esseri umani complessi. Le classificazioni, di varia natura, imperano: curvy, slim, young, vegan, etc. Chiaramente, e per fortuna, le aziende producono per tutti i gusti e per raggiungere qualsiasi pubblico. Spesso i modelli estetici che ci vengono imposti creano dei veri e propri “mostri”, perché per aderire a quei modelli le strade sono due: o si fa di tutto – fino a rischiare disturbi dell’alimentazione – per assecondarli e raggiungere quei modelli, o si ci veste in modo non adatto al nostro fisico. Tutto questo ha un peso sull’educazione e lo sviluppo delle persone, specie le più giovani, che hanno più bisogno di sentirsi “appartenenti” a gruppi ben definiti e accettati socialmente. Negli ultimi giorni tremendi fatti di cronaca nera stanno riempiendo pagine e talk. Omicidi efferati spesso compiuti da “giovani” adulti che sembra non abbiano alcuna base di valori, ma basano la propria esistenza sulla distanza tra ciò che vorrebbero essere e ciò che realmente sono. Identità multiple, travestimenti, uso smisurato di sostanze stupefacenti. Vi sembrerà folle, ma vedo un collegamento subdolo tra i modelli che ci vengono propinati, l’educazione e il ruolo di noi genitori. Ruolo sempre più difficile, certo, ma di cui non possiamo non prenderci la responsabilità. Non sono uno psichiatra, criminologo, tuttologo. Sono solo un padre preoccupato per quello che vedo succedere, cioè il dominio dell’apparire sull’essere. Non ho soluzioni in tasca, dico solo che dovremmo, per primi noi, essere esempio di coerenza e apertura. Accettare noi stessi e le persone che amiamo, insegnandogli il rispetto per le differenze e le varie forme, fisiche e di pensiero. Insomma questo spot mi ha fatto semplicemente pensare che dovremmo un po’ tutti pensare meno alla forma e più alla sostanza delle cose.
Voi, cosa ne pensate?

http://www.corriere.it/moda/news/16_marzo_11/oscena-come-detergente-intimo-tv-americana-blocca-spot-la-curvy-ashley-graham-495a8df6-e77c-11e5-ba2c-eb6e47d0264e.shtml



Immagine JPEG-227ED71E5A9D-1

Auguri donne, ma non solo oggi!

Oggi è l’8 marzo. Di questa giornata ricordo fin da bambino il profumo delle mimose e quel giallo acceso e allegro. Baci e abbracci, amiche che prendono il the, ragazze…



FullSizeRender

Pasqua, sorprese, casatiello e pastiera. Che bontà!

Ma come, Natale mi sembrava ieri, ed è già Pasqua? Stavo impacchettando i regali, e mi ritrovo tra le mani uova di cioccolato? Ebbene si. La Pasqua che porta con…

You Might Also Like

2 Comments

  • Reply costanza mignanelli 21 marzo 2016 at 11:34 am

    Ciao luca. il tuo articolo mi tocca da vicino, molto vicino. Ho trascorso 16 giorni all’ospedale dopo anni di disturbi alimentari, riprese, ricadute, riprese, ricadute, fino all’ultima a dicembre quando non riuscivo più a mangiare per i logoranti disturbi psicofisici che me lo impedivano. Oggi ne sto uscendo dopo 5 anni, ho sempre camminato sul filo del rasoio, “mi sono salvata da sola” mi ha detto il primario il giorno delle dimissioni… da quel momento in poi ho deciso che avrei dovuto riprendere in mano la mia vita, anche se è difficile in una società che in qualche modo mi ha portato ad affondare… ma non solo quella, la famiglia purtroppo influenza e contribuisce a questo tipo di disturbo. Sono arrivata a capire che il problema dell’apparire e dell’essere non esiste più se riuscissimo a farli coincidere. Sono arrivata ad essere apparenza, ciò che piaceva agli altri, rispettavo i canoni, ma nn ero più io. Ora invece sono io, e appaio per come sono, sto cercando di accettarmi, sto cercando il coraggio di farlo. Il percorso è in salita, ma credo che il percorso sia fortemente personale e introspettivo, la psicoterapia aiuta molto in questo, ma il lavoro più grande lo facciamo noi, faccia a faccia con il nostro IO. Spero tanto di riuscirci, per il momento ho fatto molti progressi, e accettarmi significherebbe visualizzare il mio corpo per come è, per come appare ai miei occhi, e farlo coincidere con ciò che sono, facendo in modo che la mia personalità si impadronisca di lui e se ne serva per uscire e rafforzarsi. E’ un discorso contorto, ma mi ha fatto piacere condividere brevemente la mia esperienza.
    Se ti va, visita il mio blog, che ho aperto da quando ho deciso di accettare Costanza, la bimba e la donna che vivono in me con tutte le loro sfaccettature.
    http://ilcoraggiodipiacersi.com/
    Un abbraccio e spero mi risponderai 😉

  • Reply Agata 21 marzo 2016 at 12:18 pm

    Buon giorno, Luca! A mio parere, l’azienda ha fatto benissimo a non modifiare il suo spot ed a rivolgersi ad altri cANALI.SONO D’ACCORDO CON TE! è L’ESSERE CIò CHE CONTA. IO L’HO SEMPRE PENSATO E RIBADITO. IL PROBLEMA è CHE IN GIRO C’è TROPPA SUPERFICIALITà ED ANCHE TROPPO FANATISMO CHE PORTA A SITUAZIONI DEL TUTTO PARADOSSALI.CREDIMI, NEANCH’IO SONO UNA PSICHIATRA Nè TANTO MENO UNA CRIMINOLOGA MA NEL MIO PICCOLO TI DICO CHE MI SONO STANCATA DI TROVARMI DI FRONTE A PERSONE CHE VOGLIONO MODELLARMI A LORO IMMAGINE E SOMIGLIANZA. TROPPO SPESSO IN MIA PRESENZA VIENE USATO IIL VERBO MODALE “DEVI!. DEVI METTERE GLI OCCHIALI DA SOLE PERCOPRIE GLI OCCHI PERCHè LER PERSONE TI GUARDANO MAEL, DEVI VESTIRTI COSì E NON COSì, DEVI TAGLIARTI I CAPELLI… E POTREI CONTINUARE ALL’INFINITO. SCUSA SE FACCIO IL FERMO IMMAGINE SULLA MIA PERSONA, MA MI PERMETTO DI FARLO PERCHè è LA MIA ESPERIENZA DI VITA QUOTIDIANA E LA VIVO IN PRIMA PERSONA. IO NON SONO GENITORE MA SPESSO VADO IN DISACCORDO CON I MIEI PERCHè VOGLIONOD ECIDERE PER ME. MA NON’è PIù COSì DA UN PEZZO PERCHè IO NON VIVO PIù CON LORO DAL 2004, NON MI PIACE CHE MIA MADRE, OGNI VOLTA CHE MI VEDE, DEBBA SQUADRARMI DALL’ALTO IN BASSO. PRIMA MI DICEVA CHE ERO TROPPO GRASSA E PASSAVA LA GIORNATA DAVANTI LA T.V., GRUARDANDO L’UOMO PIù OBESO DEL MONDO, TEMENDO CHE FACESSI LA SUA STESSA FINE. ORA SI LAMENTE CHE SONO MAGRISSIMA. LEI COME TANTI ALTRI. MA SAI, CHE C’è, CHE IO DESIDERO ESSERE ME STESSA E QUINDI… VADANO TUTTI A QUEL PAESE! SAI CHENON PUBBLICO MAI FOTO SUL MIO PROFILO SU FACEBOK, MA 2 SETTIMANE FA, MI SONO DECISA E NE HO PUBBLICATA UNA IN CUI CI SIAMO IO ED ANGELO VICINOAL MARE D’INVERNO IN QUANTO, LA PIZZERIA DI PALERMO DOVE CI RECHIAMO SI AFFACCIA SUL MARE. SONO FELICISSIMA DI AVERE SUPERATO QUESTO OSTACOLO, LA COLPAè SEMPRE DEGLI ALTRI PERCHè MI DICEVANO CHE NELLE FOTO NON VENGO MAI BEN. BASA ESSERE SPONTANEI NELLA VITA. UN BACIO E SCUSA LE CHIACCHIERE MA TROVO IN TE UN OTTIMO ASCOLTATORE E LETTORE PERCHè SEI DOTATO DI UNA GRANDISSIMA SENSIBILITà E LO HAI SEMPRE DIMOSTRATO.

  • Leave a Reply