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    Diary

    Natale in casa Capuano.

    8 dicembre 2015
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    Ed anche quest’anno è arrivato il momento di fare l’albero, addobbare, preparare il presepe. Sembra ieri che abbiamo tolto tutto, spogliando la casa di quell’atmosfera magica e unica, quella che ci fa tornare bambini di fronte al luccichio, alle melodie e ai profumi. Il Natale è la festa per antonomasia. Ed ormai arriva sempre prima, appena passato Ognissanti, i negozi pullulano di addobbi e Natale sembra durare tre mesi. Le necessità commerciali sono queste: si passa da Halloween a Natale tra il tirar giu’ la serranda e rialzarla il giorno seguente. Questo rischia di creare una certa “assuefazione” da addobbi, si tolgono i fantasmini e le zucche e si mettono stelline e pupazzi di neve. Invece no! Non mi piace!
    Il Natale ha i suoi tempi, le sue tradizioni, è speciale. E’ fatto di ricordi, colori, sapori, melodie. Di aspettative e sogni, di calore, di gioco. Per questo a casa Capuano è un rito fare l’albero. Ogni otto dicembre. Lo è sempre stato. Ed ora che mi ritrovo a farlo con i miei figli, li guardo e rivedo me bambino, e mi emoziono all’idea di come anche loro vivano questa magia, avendo la fortuna immensa di poterla vivere in famiglia, al sicuro, come dovrebbe essere per tutti i bambini. Quando ero piccolo il Natale iniziava con le passeggiate a San Gregorio Armeno per vedere appunto gli addobbi e i presepi, per poi passare da Piazza del Gesu’ e dal Monastero di Santa Chiara. Quella luce speciale di Napoli, la mia adorata città, mista alle luci di Natale, e al suono inconfondibile degli zampognari. Ecco, quel suono, ovunque lo risenta, se chiudo gli occhi, sono di nuovo piccolo e per le strade della mia città. Per non parlare della baraonda natalizia in casa Capuano senior! Preparativi, profumi, voci. Sono così fortunato che fino a pochi anni fa avevo ancora i miei bisnonni a festeggiare con noi. La nostra è una famiglia numerosa: mia nonna ha cinque figli, ognuno di loro ne ha tre. Poi sono arrivati anche i nostri…vi lascio fare due calcoli!

    L’immagine piu’ bella che ho del Natale della mia infanzia e giovinezza è l’aggregazione in cucina: ognuno aveva i suoi “compiti” (ed alcuni ancora), per esempio mio padre e mio nonno erano e sono addetti al pesce, la nonna si dedicava al baccalà. Questa cucina affollata, profumata, sempre in movimento, in cui le voci si mischiavano ai rumori dei tegami e mestoli, cucchiarelle e stoviglie, come una melodia. Un via vai incredibile di persone che passavano da casa a lasciare dolci, regali, mentre in cucina senza sosta si preparavano cose buonissime, e noi cugini uscivamo per gli ultimi regali o per andare al cinema. Ma la verità e che per me Natale è Napoli e famiglia, ed inizia l’antivigilia appunto, con quei preparativi del menu’, pretesto per condividere intere giornate in allegria, chiacchiere, canzoni. E poi…l’attesa. La trepidazione e la paura a volte, per l’arrivo di Babbo Natale. Cosa avrebbe portato? Sarebbe venuto? Eravamo stati abbastanza bravi? Sapete… io ero piuttosto discolo… La sera del 24, quella notte magica. Ci sentivamo fortunati anche perché spesso i nostri amici li aprivano il 25 i regali, la mattina. Ho il ricordo esatto, netto, di quell’emozione. E spero che i miei figli provino lo stesso, perché spesso oggi i bambini sono disincantati, così assaliti da immagini e storie, cartoni e giochi, e non sai fino a che punto ci credano o facciano finta!

    Il Natale è per noi condivisione: a Napoli abbiamo la possibilità di portare anche qualche regalo ai bambini di alcuni quartieri svantaggiati, allargando il nostro abbraccio familiare. Noi siamo cattolici, andiamo a messa. Ma per me il Natale può essere di qualsiasi confessione, basta che si senta nel cuore la meraviglia dello stare insieme, della rinascita interiore. Per questo anche quando parlo a mio figlio Matteo gli dico che lui deve ascoltare e sentire la fede nel suo cuore, sotto la forma che da grande sceglierà. Natale è tutto questo, è casa, ovunque sia. E’ abbracci, suoni, colori. E anche se quest’anno l’atmosfera è appesantita da tante brutte notizie, dalla paura che accadano ovunque attentati, dobbiamo ancora con piu’ forza accendere le luci, dei nostri alberi, nelle nostre case, ma soprattutto accendere i nostri cuori, e farli volare, tra ricordi e desideri, con leggerezza.
    Buona Immacolata a tutti!

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    Ogni momento è buono per fare un po’ di “lotta”…

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    Il nostro presepe in foglia di banano, realizzato da “amici” kenioti.

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